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Come interpretare il contratto di mutuo

Il contratto di mutuo può non essere sempre di facile interpretazione a causa di clausole, cifre e tecnicismi. Spesso la firma del contratto preoccupa i mutuatari, soprattutto a causa dei vari casi di clausole vessatorie riscontrate in alcuni contratti. Ecco alcune informazioni sulla struttura del contratto di mutuo e su come riconoscere eventuali clausole vessatorie.

Struttura del contratto

I contratti di mutuo hanno solitamente una struttura molto simile tra di loro, indifferentemente dalla banca a cui si faccia richiesta. Le clausole presenti nel contratto sono principalmente di tre tipi:

Clausole finanziarie: regolano la parte puramente economica del contratto. Riguardano l’ammontare del prestito, la durata del mutuo, le modalità di pagamento e gli interessi con i relativi tassi. Questa parte del contratto è quindi molto importante e dev’essere letta con grande attenzione.

Clausole non finanziarie: servono per garantire il pagamento del prestito in caso di inadempienza da parte del mutuatario. Queste clausole quindi regolano la presenza di un’obbligazione reale, il mutuo, su un determinato immobile. Come nel caso precedente, è una parte fondamentale del contratto che dev’essere letta nei minimi dettagli.

Note legali: nell’ultima parte del contratto sono sempre presenti alcuni paragrafi dedicati alla trasparenza delle condizioni finanziarie dei prestiti bancari e alle condizioni generali. Di solito si tratta di una parte standard per ogni contratto di mutuo.

Clausole vessatorie

La vessatorietà è presente quando una o più clausole mostrano un significativo “squilibrio contrattuale” a danno del mutuatario. Alcune clausole in particolare potrebbero risultare vessatorie, come ad esempio le seguenti:

    • che stabiliscono, nel caso di controversie, come foro competente la sede della banca e non la residenza del consumatore;

    • clausole in forza delle quali gli estratti conto fanno sempre piena prova per la determinazione di quanto dovuto dalla parte mutuataria;

    • che vietano in termini assoluti l’accollo a terzi del debito derivante dal mutuo;

    • che derogano allo specifico e più favorevole regime di responsabilità previsto dalla legge (articolo 190 c.c) per le obbligazioni assunte da coniugi in comunione legale;

    • che consentono alla banca di modificare unilateralmente e senza giustificato motivo le condizioni economiche del contratto, compreso il tasso di interesse.

Consultare un professionista

Se nonostante aver letto e controllato il contratto con cura si hanno ancora alcuni dubbi su di esso, prima di firmare è meglio consultare un professionista. Così facendo si saranno prese tutte le precauzioni possibili per evitare problemi in futuro.