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Informazioni utili sulla cedolare secca

La cedolare secca è un tipo di tassazione agevolata per tutti coloro che affittano un immobile ad uso abitativo. Ecco alcune informazioni utili per i locatori che scelgono questa alternativa.

Di cosa si tratta?

La cedolare secca è un’imposta ad aliquota fissa sulla locazione di immobili che sostituisce la tassazione ordinaria (Irpef, imposta di registro e imposta di bollo).

Chi può beneficiarne?

Ogni proprietario che abbia affittato un immobile ad uso abitativo può scegliere questo tipo di tassazione. La cedolare secca si applica a tutti i contratti di locazione (a canone libero o concordato), alle locazioni inferiori ai 30 giorni o all’affitto di un solo vano, ad esclusione dei contratti stipulati da imprese, professionisti e società commerciali.

Come si versa?

La cedolare secca dev’essere versata in acconto (95% del totale) e in saldo con le modalità e le scadenze previste per l’Irpef, ovvero:

    • in un’unica rata se l’importo è inferiore a 257,52 € entro il 30 novembre;

    • in due rate se l’importo è superiore a 257,52 €. Il 40% entro il 6 luglio e il 60% entro il 30 novembre.

Aliquote e differenze rispetto alla tassazione ordinaria

Per la cedolare secca sono previste due aliquote in base al tipo di contratto: una del 21% per i contratti a canone libero (4+4), e una del 10% per i contratti a canone concordato. La cedolare secca presenta inoltre vantaggi e svantaggi rispetto alla tassazione ordinaria. I vantaggi sono principalmente due: le aliquote sono inferiori all’aliquota ordinaria più bassa (23%), e l’imposta di registro e di bollo vengono incorporate. Gli svantaggi invece sono i seguenti:

    • si applica sull’intero canone annuale e non sul 95%;

    • il canone d’affitto non può essere aumentato finché si usa la cedolare secca, nemmeno con l’aggiornamento Istat;

    • non sono consentite detrazioni fiscali dal reddito di locazione.