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Le clausole vessatorie nel contratto d’affitto

Nel caso del contratto di locazione, le clausole vessatorie sono quelle volte ad agevolare il proprietario sfavorendo il conduttore: queste possono però essere considerate nulle se contestate davanti ad un giudice. Nuroa ha fatto una lista delle clausole vessatorie più frequenti nei contratti di locazione affinché il conduttore possa tutelarsi prima di firmare un contratto di locazione svantaggioso.

Sono considerate vessatorie e quindi nulle all’interno di un contratto di locazione le clausole che:

  • stabiliscono una durata contrattuale inferiore al termine minimo stabilito dalla legge ( 4 anni più 4);

  • sono formalizzate tramite una scrittura privata e stabiliscono un importo del canone d’affitto superiore a quello che realmente risulta sul contratto firmato e registrato;

  • impongono al conduttore, una volta terminato il periodo di locazione, l’obbligo di riparare l’immobile affittato che si presenta deteriorato a causa del normale uso;

  • stabiliscono la risoluzione automatica del contratto di locazione per il mancato pagamento di una rata da parte del conduttore;

  • prevedono un aumento del canone d’affitto in misura forfettaria ogni anno (l’aumento dev’essere sempre legato al meccanismo di aggiornamento Istat);

  • impediscono al conduttore di recidere il contratto in qualsiasi momento in caso di gravi motivi.

Inoltre, la legge non ammette contratti d’affitto in forma di accordo verbale, poiché non essendo scritti non possono essere registrati e diventano quindi illegali. La nullità di singole clausole vessatorie non comporta la nullità dell’intero contratto quando tali clausole vengono sostituite da clausole legali che rispettano le norme della locazione.