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Una nuova vita per le periferie italiane

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Le periferie italiane tornano a vivere: il 6 marzo è stato firmato il patto tra il Governo Gentiloni e 24 Comuni italiani per il finanziamento di 120 interventi di riqualificazione destinati a migliorare le periferie di alcune città italiane come Bari, Napoli, Messina e Bergamo.
Il finanziamento complessivo è pari a 3,9 miliardi di euro, cifra raggiunta grazie a fondi statali, comunali e privati. L’importo verrà suddiviso in varie tranche, la prima delle quali da 500 milioni di euro.
Gli obiettivi principali del piano di risanamento riguardano la riqualificazione delle aree periferiche: non si tratterà solo di recuperare spazi ed edifici, ma anche di accrescere il verde urbano, riqualificare scuole, piste ciclabili e percorsi pedonali. Nel progetto è inclusa anche l’attivazione di progetti per il lavoro giovanile e l’inclusione sociale. La parola chiave del patto di risanamento è proprio “recupero” poiché si cercherà di evitare il consumo di suolo attraverso il miglioramento e la ristrutturazione di edifici già presenti che attualmente versano in uno stato di abbandono e degrado.
Un esempio importante è quello di Napoli: saranno infatti abbattute tre delle quattro Vele di Scampia, il complesso residenziale che da anni versa in un estremo stato di incuria. Il recupero verrà portato avanti secondo le direttive di un progetto del Comune di Napoli, già presentato nell’estate del 2016, che prevede l’insediamento di uffici della Città Metropolitana nell’unico edificio dei quattro che non verrà abbattuto.

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