Author Archives: Alessandra
  • AlessandraJune 18, 2012

    Gli italiani preferiscono i liquidi agli investimenti negli immobili

    In tempo di crisi cambiano  le abitudini anche negli investimenti. E’ quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Censis-Abi.

    Mentre l’anno scorso il 33,5% degli italiani  riteneva che i risparmi andassero spesi per comprare casa oggi sono soltanto il 17% a pensarlo. E sempre in tema dei risparmi, oggi il 36% degli italiani, contro il 25,5% dell’anno scorso,  crede che sia meglio non investire e conservarsi i soldi fino a quando la situazione non migliorerà.

    Negli ultimi trent’anni la percentuale degli italiani che vivevano in una casa di proprietà è salita dal 64%, all’81%. A confronto con gli altri paesi europei il dato risulta essere abbastanza significativo, solo il 61% dei francesi e il 46% dei tedeschi vive in una casa propria, la Spagna, invece, è più vicina a noi con un valore dell’83%.

    La grande fase di patrimonializzazione delle famiglie mediante l’acquisto di un immobile è in discesa. Difficile pensare, dice il rapporto Censis-Abi, che questo dato possa crescere ancora. Negli ultimi trent’anni il numero totale di abitazioni e’ aumentato del 32%, esattamente come il numero delle famiglie, malgrado la popolazione sia aumentata appena del 5%. Questo è avvenuto a causa della drastica diminuzione del numero medio di componenti per famiglia, sceso da 3 a 2,4. Il sistema e’ quindi in sostanziale equilibrio per quanto riguarda il numero totale delle abitazioni.

    Riguardo alle dimensioni, oggi si comprano case più piccole, anche perché le famiglie sono più piccole. La dimensione media degli appartamenti è di 114 metri quadri e tende a ridursi.

    Appena dopo il lancio della nuova imposta Imu, è stato ipotizzato uno scenario da apocalisse immobiliare che vedeva protagonisti i proprietari di immobili che si sarebbero precipitati a venderli tutti per poi  ritornare in affitto.

    Invece pare che questo non sia avvenuto e né avverrà.

    Se vogliamo considerare un vantaggio offerto dall’Imu, pensiamo alle seconde case.In Italia le seconde case non occupate sono circa 3,5 milioni. Si prevede che l’imposta da pagare porterà a una riduzione delle case sfitte a vantaggio di coloro che non possono permettersi una casa di proprietà e che, comunque, a stento riescono ormai a pagarne una in affitto.

    Alessandra Ritondo

  • AlessandraJune 4, 2012

    Sogni d’oro con i mutui online

    Se l’idea di dover stipulare un mutuo disturba il sonno, il fatto di doverlo fare concretamente lo toglie del tutto.

    Mutui online

    Il pellegrinaggio banca per banca si potrebbe sotituire con una comoda ricerca online da casa, attraverso i sempre e più frequenti motori di ricerca e comparazioni di mutui.

    Semplici da utilizzare, veloci ed efficaci, questi strumenti aiutano a trovare il mutuo più adatto secondo le proprie esigenze, inoltre hanno alle spalle “degli umani” pronti a rispondere ad ogni domanda. In più, il servizio è quasi sempre gratuito.

    Fra i vari motori di ricerca c’è Mutuisupermarket.it che oltre ad essere un motore di ricerca e comparazione mutui è anche un mediatore creditizio online, cioè aiuta a decidere qual è il mutuo più adatto alle proprie esigenze. Offre una scelta di oltre 410 mutui a tassi esclusivi.

    Gli strumenti offerti dal portale supportano l’utente nella fase di analisi e comparazione dei risultati della ricerca effettuata.

    I passi per arrivare al mutuo ottimale sono pochi e semplici. La ricerca del mutuo parte dall’homepage del sito, dopo verrà richiesto di confrontare le migliori offerte di mutuo trovate, poi basta scegliere il mutuo perfetto per verificarne la fattibilità (operazione gratuita e non impegnativa). Entro due giorni lavorativi il sito invierà all’utente l’esito dell’analisi di fattibilità svolta dalla banca la quale contatterà in tempi brevi l’utente se l’esito sarà positivo.

    Trovato il mutuo perfetto e inviata la richiesta di verifica fattibilità, che spesso serve per poter accedere alle condizioni mutuo esclusive del canale online,  Mutuisupermarket, a questo punto, interviene come mediatore creditizio per aiutare l’utente a ottenere quel mutuo. I consulenti del sito verificano la fattibilità della richiesta di mutuo inviata direttamente con la banca e offrono gratuitamente supporto telefonico seguendo il cliente durante tutto il processo fino all’erogazione.

    Mutuisupermarket ha anche una sezione dedicata alla valutazione del proprio immobile secondo il Valore di Mercato  della Banca Dati  dell’ Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia del territorio.

    Alessandra Ritondo

  • AlessandraMay 21, 2012

    Dichiarazione dei redditi 2012: detrazioni Irpef sugli affitti

    Giugno, maturano le tasse.
    E forse non tutti coloro che vivono in affitto sanno che possono ottenere una detrazione d’imposta Irpef dalla dichiarazione dei redditi, ma solo se il contratto è registrato e solo per l’abitazione in cui risiedono.

    La detrazione dipende dalla fascia di reddito complessivo.Per i contratti liberi, registrati secondo la legge 9/12/1998 n. 431, se questo è inferiore a 15.493,71 euro la detrazione è di 300 euro;  se non supera i 30.987,41 euro la detrazione è di 150 euro. Se, invece il reddito va oltre l’ultima cifra citata non si potrà detrarre niente.

    Ai titolari di contratto di locazione per abitazione principale stipulato o rinnovato in base alla L. 431/98, art.2 comma 3 e art. 4 comma 2 e 3 (contratti a regime convenzionale), spetta una detrazione di  495,80 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71euro e di 247,90 euro  se il reddito complessivo è fra i 15.493,71 euro e i 30.987,41.

    Anche per i giovani tra i 20 e i 30 anni è prevista un’agevolazione speciale. A patto che siano titolari di un contratto di locazione stipulato ex legge 431/1998 art. 2, comma 3 ed art. 5 per l’unità immobiliare da destinare a propria abitazione principale, ma è necessario che l’ unità immobiliare in questione sia diversa da quella destinata ad abitazione principale dei genitori.  In tal caso la detrazione sarà di 991,60 ma solo se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro.

    Detrazione d’imposta anche per i lavoratori dipendenti che hanno dovuto trasferire la propria residenza nel comune di lavoro o in un comune limitrofo. E’  di 991,60 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro o di  495,80 euro se il reddito complessivo e fra i 15.493,71 e i 30.987,41 euro.

    Il lavoratore per beneficiare di questa detrazione deve essersi trasferito ad almeno 100 chilometri di distanza dal precedente comune di residenza e comunque al di fuori della propria regione. In più, deve essersi trasferito da non più di tre anni dalla richiesta della detrazione, e ne può usufruire solo per tre anni dal momento del trasferimento della residenza. Ovviamente non si può usufruire di entrambe le agevolazioni, ma si ha la facoltà di scegliere la più favorevole.

    E dulcis in fundo, le detrazioni per gli studenti universitari che hanno un contratto d’affitto registrato nel comune dove ha sede l’università o comuni limitrofi ad essa e che comunque deve trovarsi ad almeno 100 km dalla residenza dello studente.

    La detrazione è pari al 19% del canone pagato e si calcola su un importo non superiore a 2.633 euro. Possono detrarla sia lo studente che il genitore che lo ha a carico e solo se il comune di residenza dello studente è diverso da quello dove si trova l’università.

    Attenzione, per ottenere la detrazione, il contratto d’affitto deve essere a canone  convenzionale,  ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431.

    Alessandra Ritondo

     

    Fonti: www.dossier.net, Studio Commercialista Stendardo Pierluigi

  • AlessandraMay 14, 2012

    Rapporto Immobiliare 2012. Nel 2011 meno case vendute e prezzi un po’ più alti.

    Nel 2011 i prezzi di acquisto delle abitazioni sono aumentati  anche se di poco.

    Nei capoluoghi del centro Italia acquistare una casa costa di più, la quotazione media è di circa 2.853 €/mq, il 25% in più del prezzo medio nei capoluoghi italiani. Nei capoluoghi delle Isole, invece,  il prezzo medio delle abitazioni di circa 1.418 €/mq, meno di due terzi della media nazionale.

    Lo dice il Rapporto Immobiliare 2012, realizzato dall’Agenzia del Territorio in collaborazione con l’Abi (Associazione banche Italiane).

    In breve, per il mercato delle abitazioni si nota  che nel 2011 le vendite di case sono diminuite di  circa il 2,3% rispetto al 2010.

    Nei capoluoghi il calo è inferiore (-0.6%) mentre nei comuni non capoluoghi è del -3,1%.

    In Italia si sono vendute abitazioni per un totale di circa 62 milioni di metri quadrati, -1,5% rispetto al 2010, con una superficie media per unità abitativa compravenduta pari a 103 mq circa. Per ogni metro quadro la quotazione media è di 1.584 €/mq, con un aumento dello 0,7% rispetto al 2010, sia nei capoluoghi che nei comuni minori.

    Nei capoluoghi aumentano le vendite di case più piccole, 96,8 mq rispetto ai 106,2 mq dei non capoluoghi ma nel nord ovest si registra la superficie più bassa per le abitazioni compravendute nei capoluoghi, 89 mq medi, mentre  nel Nord Est quella più elevata nei non capoluoghi, 110 mq circa.

    Nei capoluoghi del centro crescono del 10% le vendite di monolocali a differenza di quanto accade nel sud e nelle isole, dove sono invece in calo.

    L’andamento del mercato residenziale nelle otto principali città italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze), è positivo,  con un rialzo delle compravendite del +2,4% mentre il fatturato stimato è pari a circa 25,2 miliardi di euro, con un aumento del +3,2% rispetto al 2010.

    Secondo lo studio, la famiglia media italiana è in grado di acquistare una casa media con un mutuo bancario.

    La quota di famiglie che dispone di un reddito sufficiente a coprire almeno il 30% del costo annuo del mutuo per l’acquisto di una casa è, infatti, di poco superiore al 50% come per il primo semestre 2010 (13 milioni di famiglie circa, dopo aver toccato il minimo nel 2008 quando la quota di famiglie in grado di acquistare una casa era intorno al 46%).

    La durata media del mutuo è pari a 23 anni e 5 mesi, in media. La differenza tra le diverse aree del paese non è molto rilevante, rispetto al 2010 si nota un leggero aumento della durata pari a 2 mesi circa.

    Alessandra Ritondo

    Fonte: Rapporto Immobiliare 2012, Agenzia del Territorio 

    Fonte foto: www.windoweb.it